Completamente trasformato

“Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino all’apparire dell’alba; quando quest’uomo vide che non poteva vincerlo, gli toccò la giuntura dell’anca, e la giuntura dell’anca di Giacobbe fu slogata, mentre quello lottava con lui. E l’uomo disse: «Lasciami andare, perché spunta l’alba». E Giacobbe: «Non ti lascerò andare prima che tu mi abbia benedetto!» L’altro gli disse: «Qual è il tuo nome?» Ed egli rispose: «Giacobbe». Quello disse: «Il tuo nome non sarà più Giacobbe, ma Israele, perché tu hai lottato con Dio e con gli uomini e hai vinto». Giacobbe gli chiese: «Ti prego, svelami il tuo nome». Quello rispose: «Perché chiedi il mio nome?» E lo benedisse lì. Giacobbe chiamò quel luogo Peniel, perché disse: «Ho visto Dio faccia a faccia e la mia vita è stata risparmiata». Il sole si levò quando egli ebbe passato Peniel; e Giacobbe zoppicava dall’anca. Per questo, fino al giorno d’oggi, gli Israeliti non mangiano il nervo della coscia che passa per la giuntura dell’anca, perché quell’uomo aveva toccato la giuntura dell’anca di Giacobbe, al punto del nervo della coscia.” (Genesi 32:24-32)

La seguente meditazione è tratta dalla storia contenuta nel libro della Genesi, in cui un uomo di nome Giacobbe, colui che diventerà il patriarca del popolo d’Israele, trovandosi in un momento molto difficile della sua vita, nel mezzo di una vera crisi interiore, ebbe un incontro personale con Dio, dal quale ne uscirà completamente trasformato, partendo dal nome Giacobbe (letteralmente significa Imbroglione), che diventerà Israele (significa principe di Dio), fino all’intero suo essere. Giacobbe, circa 40 anni prima di questo evento, aveva avuto una rivelazione di Dio presso Betel (Genesi 28), tramite un sogno, ricevette un bagliore della gloria del Signore, ma non aveva assolutamente compreso che quella luce serviva per avvicinarsi a Dio che vuole cambiare il cuore e la vita delle persone. L’esperienza vera e profonda con Dio è una benedetta, concreta realtà e non un sogno. Non basta una conoscenza di Dio intellettuale, occorre un personale incontro con Dio.

Prima che avvenisse l’incontro con Dio, Giacobbe stava attraversando un’angosciante crisi per l’incontro che stava per avere con suo fratello Esaù, con il quale, anni prima, aveva avuto un rapporto burrascoso e si erano allontanati in malo modo. In questo momento, quello era il problema che lo affliggeva, mentre cerca di trovare da solo un modo per risolverlo comincia ad avere paura ed entra in crisi. Chiede alla sua famiglia di proseguire il cammino senza di lui e rimane da solo. In un tale momento di solitudine e timore, di profonda crisi dove non c’era nessuno che lo potesse aiutare, ecco che Dio gli appare in forma umana e i due cominciano ad afferrarsi l’uno all’altro. Dio vuole incontrarti personalmente! Dio vuole fare qualcosa di straordinario e potente nel cambiare radicalmente la tua vita! Egli ti vuole tra le Sue mani perché solo così ti può trasformare. Come Giacobbe, anche noi abbiamo bisogno di incontrare Dio, perché Dio è un Dio personale, che parla individualmente e personalmente. 

Chissà cosa passò per la mente a Giacobbe in quei momenti, ma in lui avvenne qualcosa di nuovo. In questa occasione non sta sognando come a Betel, ma qualcosa di reale e concreto sta accadendo, e non può permettere che come a Betel tutto finisca come con un risveglio dal sonno, senza aver ricevuto qualcosa di concreto. Continua a lottare perché vuole ottenere qualcosa di speciale ed importante. E tu stai lottando per ottenere da Dio quello che Egli stesso è venuto a donarti per grazia mediante la fede: una vita nuova in Cristo Gesù? Giacobbe non si stancò, e così fai tu. Resta attaccato al Signore, tieniLo stretto a te, non lasciarLo andare prima che ti abbia benedetto. 

In quel momento di crisi personale Giacobbe incontra Dio faccia a faccia. Per poterci benedire Dio ha bisogno di tenerci interamente tra le Sue mani. Spesso ci arrendiamo alle nostre debolezze, ai nostri limiti e alle nostre insufficienze, mentre dovremmo solo arrenderci a Dio. Noi non possiamo cambiare la nostra vita, ma Dio può farlo. Quando Dio vide l’insistenza di Giacobbe nel chiedergli di benedirlo, allora lo toccò e quel tocco lasciò un segno nel suo fisico per tutta la vita. Se anche tu tenacemente chiedi a Dio di benedirti, proprio come fece Giacobbe, Egli lo farà. Noi desideriamo un tocco come quello, che duri tutta la vita. Giacobbe, come conseguenza dell’incontro di quella notte con Dio, dovette appoggiarsi per tutta la vita ad un bastone; noi vogliamo e dobbiamo appoggiarci ogni giorno della nostra vita a Dio perché Egli è la nostra forza e il nostro sostegno.

Un uomo completamente trasformato e sostenuto dalla potenza e dalla grazia di Dio.

Tratto dalla meditazione di Domenica 19/01/2020 del Past. Salvatore Cignolo

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