Il risveglio fra gli italiani

Per quel che riguarda le origini del risveglio pentecostale in Italia e tra gli italiani, esso ebbe inizio tra i nostri connazionali emigrati negli Stati Uniti nella città di Chicago. In quella città fin dal marzo del 1892 era stata costituita la Prima Chiesa Presbiteriana Italiana, presieduta dal pastore valdese Filippo Grill, originario di Prali nelle Valli Valdesi, trasferitosi a Chicago per prendere cura di un gruppo di credenti originari di Favale (Genova). Questa comunità era formata da credenti di provenienza valdese e da un gruppo evangelizzato da Michele Nardi.
Di questa comunità fecero parte nomi molto noti al movimento pentecostale italiano in quanto saranno i primi italiani a ricevere il battesimo nello Spirito Santo con l’evidenza della
glossolalia (parlare in lingue sconosciute), e che porteranno il fuoco della pentecoste in Italia, e tra altre migliaia di italiani sparsi in altre nazioni. Ecco sorgere ben presto comunità evangeliche italiane di fede pentecostale sia nel Nord America, sia in Argentina, Brasile e naturalmente in Italia. I nomi più noti del movimento pentecostale italiano sono Luigi Francescon, Pietro Ottolini, Giacomo Lombardi, Lucia Menna, Umberto Gazzeri, costoro, più di altri, si dedicarono a tempo pieno nell’opera di missione e d’evangelizzazione, senza alcun sostegno economico tranne quello provveduto loro da Dio.

Luigi Francescon

Luigi Francescon

Luigi Francescon

Luigi Francescon nato il 26 marzo 1866 a Cavasso Nuovo (Udine), dopo il servizio militare emigrò negli Stati Uniti nell’ultimo decennio del secolo. Aveva ventiquattro anni quando giunse a Chicago, era il 3 marzo 1890. Qui intraprese il lavoro di mosaicista. Ascoltò per la prima volta l’annuncio dell’Evangelo dal predicatore Michele Nardi, il quale da alcuni anni stava evangelizzando gli italiani della città e teneva delle riunioni nella sala dell’Y.M.C.A.—Youth Missionary Christian Association (Associazione Missionaria Cristiana Giovanile). Nel 1892 fu tra i membri che costituirono la Prima Chiesa Presbiteriana Italiana di Chicago rivestendo l’incarico di anziano e segretario.
Nel 1894, mentre meditava la Scrittura sul testo di Colossesi 2:12, lo Spirito Santo lo illuminò sulla necessità di ubbidire al comandamento del Signore, quello del battesimo in acqua per immersione, che poté attuare soltanto nel 1903. Dimessosi dalla Chiesa Presbiteriana si unì al gruppo evangelico presieduto da Giuseppe P. Beretta, i quali dopo un periodo di frequenza nella Chiesa presieduta da Filippo Grill, furono obbligati a costituirsi in proprio.

Giuseppe Beretta

Giuseppe Beretta era nato a Molina di Ledro (Trento) nel 1853. Dopo aver compiuto le scuole elementari, i suoi genitori, lo inviarono in seminario perché si avviasse alla carriera ecclesiastica. Dopo un periodo di studi, Giuseppe ritenne di non essere tagliato per la vita sacerdotale. Lasciò perciò il seminario per tornare alla vita secolare.
Come molti altri suoi coetanei e connazionali emigrò in America. Nel 1894 si trovava a Chicago dove anche lui svolgeva il lavoro di mosaicista. Non sappiamo come Giuseppe Beretta entrò in contatto con l’Evangelo, risulta soltanto che nel 1897-98 fece l’esperienza di una genuina conversione a Cristo in una “Chiesa Metodista Primitiva”.
Instancabile, come tutti coloro che erano veramente convertiti all’Evangelo, dopo aver compiuto il suo umile lavoro giornaliero di mosaicista, Beretta si trasformava in colportore volontario e andava a visitare i propri conterranei, testimoniando di Cristo, e distribuendo porzioni dell’Evangelo , che spesso acquistava con denaro proprio a costo di grandi risparmi. Fu proprio per questo su zelo evangelistico che un giorno fece la conoscenza di un altro italiano, Giacinto Bartolomei n. a Porcari (Lucca) nel 1826 ed emigrato negli Stati Uniti quand’era già adulto, nel 1870, e che al momento dell’incontro aveva settantacinque anni.

Giacinto Bartolomei

Giacinto BartolomeiGiacinto Bartolomei aveva sposato una donna ebrea che lo aveva introdotto alla lettura della Bibbia che lo stesso considerò come “una guida di principi morali”. Dopo la separazione dalla moglie, egli aveva trovato accoglienza nella casa di sua nipote Angelina, sposata con Pietro Menconi.
Questa famiglia, come la maggioranza degli italiani residenti a Chicago, abitavano nel quartiere chiamato la “Little Italy”, dove ogni strada riuniva la gente originaria della stessa regione d’origine e perfino della stessa provincia. Era in pratica una specie di “ghetto” dove gli italiani, per quanto possibile, riproducevano la vita dei loro comuni d’origine.
Le possibilità di svago erano limitate dalle ristrettezze economiche e quindi la sera, dopo il duro lavoro della giornata, solevano spesso intrattenersi insieme, ci si scambiava delle visite tra vicini per continuare a parlare della loro terra lontana e delle loro conoscenze in comune; alle volte invece si narrava, a favore di quelli che non sapevano leggere la trama di qualche romanzo che i più “eruditi” avevano avuto la ventura di leggere.
La famiglia Menconi, presso la quale era ospitato Giacinto, aveva per vicini ed era intima amica della famiglia Ottolini. Durante queste visite serali Bartolomei attirava l’attenzione dei suoi ascoltatori narrando fatti di storia sacra, che aveva letto nella Bibbia. Egli stesso non si accorse che alcune storie crearono negli ascoltatori un profondo desiderio di saperne di più e di possedere tale libro. Una di loro era Emma moglie di Pietro Ottolini. Al principio di gennaio del 1900 Emma Ottolini chiese al Bartolomei dove poteva acquistare una Bibbia in italiano, Giacinto le promise che gliele avrebbe trovata e naturalmente si rivolse al suo amico Giuseppe Beretta il quale fu ben lieto di procurargliela ed inseguito accetto l’invito ad andare a casa degli Ottolini per leggere ed insegnare la Parola di Dio ed a pregare con loro in un modo mai conosciuto e sentito prima da quella famiglia.
I coniugi Ottolini furono i primi ad accettare l’Evangelo e ad aprire la loro casa per delle “adunanze”. Il terzo italiano che si convertì al Signore fu Demetrio Cristiani, un “bordante”, cioè un pensionante degli Ottolini. Poco tempo dopo si convertirono anche i Menconi ed altri loro amici che partecipavano alle riunioni. Nell’arco di circa due mesi era sorta una nuova comunità evangelica, composta almeno da venti credenti, curata e presieduta da Giuseppe Beretta.

La missione di North Avenue

 

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