Terremoti: tutti in cerca di un senso

terremoti

Terremoti a Ischia il 22 agosto 2017. In centro Italia il 24 agosto 2016. un anno dopo.

Ancora una volta la terra trema, la gente è costretta a lasciare le proprie case, le proprie città, la propria vita. Si scappa dal pericolo di morte con una grande domanda nel cuore “perché?”.

I sismi di questi ultimi anni hanno causato direttamente e indirettamente la morte di uomini e hanno avuto, e avranno, conseguenze terribili sulla vita degli abitanti di quelle zone e indirettamente su tutta l’Italia. Appena succedono questi eventi non ci si pensa troppo su: la priorità è soccorrere le persone coinvolte, aiutarle nei loro bisogni primari e soprattutto dare loro conforto e alleviare lo shock della terribile esperienza vissuta. Dopo un po’, tuttavia, la mente comincia a elaborare l’accaduto e la spinta umanitaria fa spazio al dolore, alla profonda afflizione e alla rabbia. Occorre trovare un capro espiatorio verso il quale sfogare la propria ira, perciò su internet e sui giornali si trovano le dichiarazioni più strane, si da la colpa a chiunque… persino a Dio che secondo alcuni pseudo-cristiani sta “punendo” gli uomini che vivono lontani da Lui. Tutto questo è profondamente superficiale.

C’è anche chi è spinto da un onesto bisogno intellettuale e cerca di capire quello che accade, cerca di porsi domande profonde sul “perché” dei fatti per non affrontare tutta questa sofferenza senza trovarvi un senso.

Le menti più “sveglie” ammettono che la terra ha un suo ciclo vitale, che gli spostamenti all’interno della crosta terrestre ne fanno parte e che noi uomini spesso abbiamo agito per secoli, senza badarvi troppo. Altri considerano la qualità degli edifici e le tendenze che abbiamo a spendere poco o costruire in modo avventato e inadeguato. Molti scienziati ritengono che l’unico e vero responsabile sia l’uomo stesso, colpevole di aver influenzato negativamente l’ecosistema del nostro mondo, tanto da iniziare addirittura una nuova era geologica (vedi articoli italiano, in inglese, simposio mondiale di geologi) caratterizzata dalla terribile e nefasta azione dell’uomo sulla natura.  Alcuni credenti vedono in questa negativa influenza umana sull’ambiente quello che leggiamo in Romani, sulla terra che geme e che è stravolta a causa del peccato – Romani 8:19-22).

Altri considerano che il governo si è reso colpevole perché non è mai intervenuto concretamente, altri che facciamo tutti parte di un complotto globale… insomma: si cerca un senso.

COSA C’ENTRA DIO?

Sono in tanti che in questi mesi hanno alzato lo sguardo al cielo con il cuore pieno di domande e con il desiderio di capire se tutto questo abbia a che fare con Dio.  E’ davvero Dio a punire l’uomo con i terremoti? La risposta è un po’ complessa e ti chiediamo di prenderti un po’ di tempo e leggere fino in fondo le nostre riflessioni.

Il Signore vuole salvare, non giudicare!

Innanzitutto dobbiamo ricordare che il Nuovo Testamento ci rivela le intenzioni generali di Dio per l’umanità: salvare attraverso il sacrificio di Gesù che non è venuto sulla terra per condannare o giudicare (Giovanni 3:17). L’apostolo Pietro ci spiega anche che Dio non vuole giudicare, piuttosto sta rimandando il giudizio per lasciare del tempo alle persone per convertirsi a Lui (2 Pietro 3:9). Perché dovrebbe fare del male all’uomo, anche quando rifiuta la salvezza di Gesù, quando la maggior parte delle persone non capisce il male che sta facendo (Luca 23:34). Teniamolo bene a mente: oggi l’intenzione generale di Dio per l’intera umanità è quello di salvare.

Ad alcune persone Gesù racconta l’episodio di un terremoto del passato che ha abbattuto la torre di Siloe e ucciso 18 persone. Il Signore spiega che quelle 18 persone non erano “peggiori” delle altre, cioè non fu un castigo dovuto al loro comportamento; se non ci si ravvede (=pentire della propria vita peccaminosa e ritornare a Dio) tutti gli uomini sono ugualmente colpevoli davanti a Lui (Luca 13:1-5).

I terremoti possono essere strumenti nelle mani di Dio per i Suoi scopi.

Non possiamo escludere, tuttavia, che Dio si usi dei disastri naturali come mezzo per esprimere la Sua sovranità sulla nostra storia e sulla nostra realtà. In certi casi SPECIFICI (non stiamo parlando di regole generali assolute) descritti anche dalla Bibbia, Dio è intervenuto sulla nostra realtà con vari mezzi naturali e sovrannaturali, per mettere in atto il Suo progetto universale.

Leggiamo così sulla Bibbia di occasioni in cui Dio ha usato o userà il terremoto (Numeri 16:31-34; Apocalisse 11:19; 16:31-34) o altri disastri naturali (Genesi 6:13) come giudizio SUI PECCATORI. In vari altri casi, invece, il Signore usa il terremoto con altri scopi:

  • quando Gesù muore e poi risuscita, con lo scopo di dare una prova della Sua natura Divina (Matteo 27:54; 28:2);
  • quando Paolo e Sila sono in prigione, come mezzo di liberazione (Atti 16:26);
  • altri casi nei quali Dio utilizza la natura come strumento per i Suoi scopi (Vedi 10 piaghe d’Egitto);

Perciò Dio può usare il terremoto o altri disastri naturali come mezzo di punizione? SI. Quando si verifica un terremoto che causa danni o morte agli uomini significa per forza che Dio stia punendo? NO.

Le catastrofi naturali possono anche essere strumenti nelle mani di Satana

Un esempio dell’antico testamento è particolarmente illuminante: Giobbe. Nel caso di Giobbe i disastri naturali che distrussero la Sua famiglia e tutti i mali che gli sono piombati addosso, sono dovuti all’azione di Satana che cercava pretesti per farlo peccare (Giobbe 1:12,18,19). Non ci sono molti testi sull’argomento, ma sappiamo che il Maligno influenza in modo negativo da sempre la nostra realtà e in alcuni casi gli è concesso di farlo attraverso eventi naturali.

PERCHE’ DIO LO PERMETTE?!

Giusto per rimanere in tema di “Giobbe” … perché Dio permette il male che fa soffrire l’uomo? Se è buono e onnipotente come dicono, perché non ferma i terremoti e non salva tutte queste vite? Se è in grado di farlo e non lo fa, non è come se Lui stesso commettesse quelle atrocità? Perché non ci evita la sofferenza? La risposta più gettonata oggi è che “Dio non esiste” o per alcuni che “Dio non è buono”.  Cosa dobbiamo pensare noi cristiani?

Dio non ha mai promesso una vita priva di sofferenze

Innanzitutto occorre tenere bene a mente che le promesse di benedizioni divine descritte nella Bibbia riguardano soprattutto la sfera spirituale dell’uomo, molto meno su quella “materiale”. Tutte le persone che affermano “se Dio non fa stare bene me e i miei cari, allora ho chiuso con Lui” hanno compreso male l’offerta straordinaria che Dio fa a tutti gli uomini.

Attraverso la fede in Gesù, Dio promette all’uomo la vita eterna, la Sua presenza speciale ogni giorno della vita (Esodo 33:14; Matteo 28:20), una guida straordinaria nel prendere decisioni (Salmo 119:105; Giovanni 16:13) e un aiuto sempre pronto nelle difficoltà (Salmo 46:1; Romani 8:31,32) anche nei casi di malattia (Isaia 53:5; Atti 9:34) e la forza straordinaria di essere Suoi testimoni (Marco 16:17,18 – Atti 1:8).

Ricchezze, benessere materiale e un mondo perfetto dove tutto va come ci piace, non sono stati mai menzionati da Dio nelle Sue promesse!

La Bibbia, fin dai primi capitoli, è chiara su questo: l’uomo ha tradito Dio e non ha più accesso a quella vita perfetta, priva di dolori e priva di morte. Forse è proprio per la nostalgia di quella vita perfetta che sentiamo il bisogno innato di quel paradiso ed è per questo che non riusciamo ad accettare tutte le brutture che ci circondano. Non possiamo, tuttavia, incolpare Dio per tutto questo: fin dai primi capitoli della Bibbia ci accorgiamo che Egli ci ha sempre messo in guardia dal male! Vivere in questo mondo, in questa società ci mette tutti a contatto con aspetti negativi, disperazione e a volte morte… ma i veri cristiani non ne sono turbati perché sanno che Dio è sovrano (Marco 13:7,8).

Se Dio è sovrano… perché non interviene?

Affermare che “Dio è sovrano” significa riconoscere che ha in mano la situazione di tutto l’universo, cioè che “non si muove foglia” senza il Suo permesso o senza il suo controllo (Luca 12:6,7).

Quest’affermazione urta la sensibilità di molti uomini, perché se loro avessero questo potere, non permetterebbero assolutamente lo svolgersi di tali catastrofi naturali. Non abbiamo tutti gli elementi per valutare l’operato di Dio. Possiamo solo fare delle osservazioni in base a ciò che Dio ha voluto rivelarci nella Bibbia.

Se davvero vogliamo trovare un senso al volere di Dio, dobbiamo innanzitutto CAPIRE BENE le Sue intenzioni. Il vero scopo di Dio non è quello di farci vivere bene questi 70-100 anni sulla terra, ma di farci giungere preparati all’eternità. Tutto ciò che avviene, tutto ciò che la volontà di Dio “permette”, anche la sofferenza, fa parte di un disegno più ampio che ha lo scopo di portare quante più persone nella storia umana… ALLA VITA ETERNA.

Questo scopo determina tutta la storia umana, che si sviluppa nei secoli con il controllo di Dio, il quale ha quell’unico obiettivo importante, per il quale, a volte, sono state sacrificate anche delle vite (es. Martirio di Stefano).

Per esempio c’è un passo biblico che ci fa comprendere come il Signore, a volte, permette lo scatenarsi di un terremoto o altro, anche per provocare la morte di credenti ai quali vuole risparmiare ulteriori grandi difficoltà (Isaia 57:1,2).

Il Signore a volte permette lo svolgersi di questi eventi e non interviene per fermarli, perché il loro svolgimento è necessario per mettere in atto il Suo piano di salvezza e per trasformare il male in bene, nel momento giusto (sofferenze di Giuseppe, trasformate in una grande benedizione – Genesi 50:20).

Un passo biblico che spiega bene questo svolgimento della storia umana attraverso i secoli è un’illuminante parabola raccontata da Gesù che riguarda proprio il nostro mondo e il regno dei cieli (Matteo 13:24-30). In questa parabola Gesù ci spiega che i malvagi non sono tolti dal mondo, perché la loro presenza nel mondo è importante per i figli di Dio: sradicare le “zizzanie” dalla terra, non avrebbe permesso al “grano buono” di crescere.

Questo è successo in tutta la storia umana. Dio non ha sterminato sul nascere i malvagi della storia o le catastrofi della storia, perché nonostante la loro atrocità, hanno contribuito alla nascita e crescita di figli di Dio in tutto il mondo.

Ciò che noi siamo oggi, lo dobbiamo alle cose belle e purtroppo anche alle cose negative che sono accadute al mondo prima di noi. Forse se non ci fossero state catastrofi, terremoti, maremoti, guerre e violenze, oggi non saremmo qui a scrivervi. Non sappiamo realmente quale sia il modo di agire divino, non possiamo capire tutto l’intricato sviluppo delle vicende umane e come Dio abbia il controllo su tutta la storia… ma sappiamo lo scopo e questo ci basta: condurre quelli che credono in Lui alla vita eterna.

Entra a far parte anche tu di questo popolo eletto… e presto il tuo desiderio di paradiso, di un mondo dove non c’è ingiustizia, evento catastrofico o morte, sarà pienamente appagato.

Chiedi immediatamente a Dio di salvarti nel nome di Gesù, non solo da eventi catastrofici come questi terremoti, MA SOPRATTUTTO DAL PECCATO… e vedrai che nel tuo cuore ci sarà una pace speciale, una tranquillità unica… anche di fronte ai terribili eventi della vita.  Perché avrai la certezza che Dio è sovrano e il Suo scopo è quello di portare più uomini possibili nell’eternità.

DIAMOCI PIUTTOSTO DA FARE

La reazione di noi cristiani deve essere una sola: preoccuparsi di chi sta vivendo questi momenti di atroce sofferenza e agire nei loro confronti spinti dall’amore cristiano.

Innanzitutto dobbiamo pregare per chi soffre e per tutte le persone coinvolte in questi disastri. Preghiamo che il Signore possa stare vicino a chi ha bisogno, ma soprattutto che questa difficoltà sia un’occasione affinché le persone Lo possano conoscere.

Poi però occorre darsi da fare. Occorre “amare con i fatti e non a parole” come ci insegna la Parola di Dio (1 Giovanni 3:17,18). Occorre prendersi a cuore le persone che sono state colpite da queste calamità e aiutarle in modo pratico attraverso la donazione di denaro (la nostra associazione di chiese usa questo canale… ma ce ne sono molti altri!), di altri beni utili e, perchè no, del proprio tempo e della propria presenza fisica nei luoghi colpiti per aiutare come volontari e darsi da fare fra i bisognosi.

Il popolo di Dio è un popolo che ama, che aiuta e che sulla terra ben rappresenta Gesù: Dio che tende la mano all’umanità per salvare i peccatori.  Questi eventi catastrofici non devono autorizzarci a puntare il dito sugli uomini per invocare su loro la giustizia divina, ma devono spingerci sempre di più ad aiutare i bisognosi e a predicare Cristo, la fonte della nostra speranza.

Print Friendly, PDF & Email

Se ti piace, condividilo!

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*